Nato nel novembre 2011, Dejavu è il primo progetto sviluppato da Credere per Vedere.
Il progetto si occupa del recupero, test, ricondizionamento e successiva donazione di computer e dispositivi informatici, con l’obiettivo di rimettere in circolo tecnologia ancora utile e trasformarla in opportunità concrete.
Un computer ricondizionato può diventare uno strumento per studiare, comunicare, accedere ai servizi digitali, cercare lavoro, partecipare alla vita sociale e ridurre il divario tecnologico.
Fin dall’inizio, Dejavu ha coinvolto persone, volontari, cooperative sociali e realtà del territorio reggiano, promuovendo non solo il riuso tecnologico, ma anche percorsi di partecipazione, inclusione e responsabilità sociale.
Per noi un dispositivo donato non è uno “scarto” da consegnare a qualcuno: deve essere uno strumento dignitoso, funzionante e realmente utile per chi lo riceve.
Facendo click sul logo qui sotto, è possibile accedere al blog dedicato al progetto Dejavu.
DejaPrint3D è il progetto di Credere per Vedere OdV dedicato all’utilizzo della stampa 3D in ambito assistivo e solidale.
Attraverso la progettazione e la stampa 3D realizziamo ausili, adattamenti, supporti e piccoli dispositivi personalizzati, pensati per rispondere a bisogni concreti di persone con disabilità, fragilità o difficoltà specifiche.
La stampa 3D permette di sperimentare soluzioni su misura, modificabili, riproducibili e sostenibili, rendendo possibile ciò che spesso non esiste già in commercio oppure non è facilmente accessibile.
Ogni progetto nasce dall’ascolto di una necessità reale e dalla volontà di trasformare un problema quotidiano in una soluzione semplice, pratica e utile.
Facendo click sul logo qui sotto, è possibile accedere alla pagina Facebook dedicata al progetto DejaPrint3D.
Prototipi e tecnologia assistiva
Accanto ai progetti principali, Credere per Vedere OdV sviluppa e sperimenta soluzioni tecnologiche orientate all’accessibilità e all’autonomia delle persone.
Microcontrollori, sensori, elettronica, stampa 3D e progettazione vengono utilizzati per realizzare prototipi e strumenti sperimentali nati dal confronto con bisogni reali.
Questa area rappresenta l’evoluzione naturale dell’associazione: non solo recuperare tecnologia esistente, ma anche immaginare, progettare e costruire nuove possibilità.
